Cos’è davvero il successo? La domanda che può cambiarti la vita

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Oggi tutti vogliono il successo.
Ma pochi si chiedono cosa significhi davvero.

Il problema?

Se non lo definisci tu, qualcun altro lo farà al posto tuo.

Tempo fa ho letto un passaggio del libro Greenlights di Matthew McConaughey.

Racconta di un negozio voodoo a New Orleans pieno di pozioni con etichette: Fertilità, Salute, Famiglia, Perdono… tutte ancora sugli scaffali.

L’unica finita?
Quella con scritto “Soldi“.

E lui, Matthew, si chiede: è questo il nostro successo?

Quel passo mi ha colpito perché tocca una verità brutale: viviamo in una cultura che ha monetizzato il concetto di successo.

Più guadagni, più vali.

Ma se non ti adegui, ti senti fuori posto.

Voglio parlarti proprio di questo: come puoi (ri)definire il successo secondo te stesso, non secondo il sistema.

Perché, se non lo fai, rischi di vivere la vita di qualcun altro.

Leggi l’articolo e se hai voglia di approfondire, qui trovi il mio video.

 

Chi sono e perché dovresti fidarti

Se conosci un po la mia storia, sai che ho lavorato tanto su me stesso.
Imparando a SCEGLIERE, ogni singola volta!

Ma anche io, a lungo, ho rincorso un’idea di successo che non mi apparteneva.

Ogni giorno, durante le consulenze, faccio una domanda cruciale ai miei clienti: “Cos’è per te il successo?”.

La risposta non è mai solo denaro.

E spesso non è neanche chiara.

Il problema

Ci hanno insegnato che il successo è popolarità, potere e denaro.

Ma guardati attorno: molte persone ricche o famose sono infelici, ansiose, isolate.

Il successo è diventato uno status da esibire, non un percorso che ti nutre.

Non a caso, viviamo nella società più depressa e disorientata della storia, nonostante sia anche la più comoda e sicura.

Nel passato, la vita era più lineare: una carriera per tutta la vita, ruoli sociali chiari, aspettative condivise.

Oggi, come dice il sociologo Zygmunt Bauman, viviamo nella “modernità liquida“: tutto è instabile.

Cambiamo lavoro, città, partner, sogni.

Sembra libertà, ma senza bussola è smarrimento.

Ecco il paradosso: siamo più liberi, ma anche più confusi.

La riflessione

Quel passo in Greenlights dice una cosa preziosa:

Date priorità a chi siete e a chi volete essere.
Non scegliete nulla che metta a rischio la vostra anima.

Per me oggi successo è coerenza.

Vivere una vita che mi somiglia.

Aiutare chi si trova nella mia stessa situazione di qualche anno fa.

Fare ciò che ha senso.

Svegliarmi la mattina con energia.

Anche io, un tempo, ho misurato il mio valore con i soldi.

Ma se perdi te stesso, che te ne fai del guadagno?

Come puoi (ri)definire il tuo successo

Fermati.
Prendi carta e penna.
E rispondi a queste domande:

  1. Quando ti sei sentito/a vivo/a, davvero?
    Dove eri? Con chi? Cosa facevi?
  2. Quando ti sei sentito/a realizzato/a?
    Dopo quale azione o evento?
  3. Chi sei quando nessuno ti guarda?
    Cosa ami? Cosa faresti gratis?
  4. Se domani avessi tempo e soldi illimitati, come passeresti la giornata?

Per me, la risposta è chiara: costruire progetti che cambiano vite.

Questo non è un esercizio motivazionale.

È la base della tua identità professionale.

Non puoi raggiungere un successo che non hai definito.

 

La verità è semplice: il successo è personale, mutevole, relazionale.

Se non lo definisci tu, qualcun altro lo farà.

L’importante, quindi, è che sia tu a scegliere la collina su cui salire.

“Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”
Seneca

 

Un abbraccio,
Angelo